ristoErrando

Perché si può viaggiare anche restando seduti a un tavolo. Tra profumi, sapori, culture. Alla scoperta di cibi sconosciuti, o di quelli che ci riportano con un salto all’infanzia. Dalla pastila marocchina a quel pane, burro e zucchero con cui torniamo seduti sul divano della nonna. Pagine per viaggiare. E assaggiare.

8 dicembre 2014 – Abendessen beim Signaterhof

ravioliLa cena è servita nella Stube, una piccola sala rivestita di caldo al cui centro spicca una bellissima stufa in ceramica parzialmente coperta da un gioioso albero di Natale. Il nostro tavolo è nell’angolo, proprio vicino a quella finestra da cui si intravedono le luci di Bolzano, laggiù in fondo alla valle. Dopo giornate a spasso tra mercatini e cantine, la sera ci concediamo tranquille cenette al Signaterhof, il caratteristico albergo un paio di curve sopra la città in cui soggiorniamo. E ciò che assaggiamo supera decisamente le nostre aspettative! Si comincia dall’immancabile speck, per poi provare gli Schlutzkrapfen di ricotta e spinaci e gli ottimi ravioli di caprino con sugo ai carciofi. Il piatto che più ci sorprende, però, sono i Knödel, alla barbabietola, ai formaggi e agli spinaci: davvero una rivelazione. Ma è a colazione che restiamo a bocca aperta: oltre a marmellate fatte in casa e miele ai frutti di bosco, assaggiamo una torta al papavero straordinariamente morbida, a base di mele, limone e zucchero. Davvero sorprendente. Ottimi cibi, vini deliziosi, accoglienza perfetta. Un’oasi di tranquillità e coccole. Con te tante coccole.

18 agosto 2013 – On the beach

playa manola

il tavolo è nella veranda, proprio sulla spiaggia, si sentono ancora le voci dei bambini che giocano nell’acqua aspettando che il sole cali completamente. nell’angolo Bussana accende le prime luci, un complesso accorda le chitarre. un ristorante piccolo, bianco e blu, atmosfera rilassata e gentile. due chiacchiere con il cameriere, un menù semplice, in cui non ci sono branzini nè orate, ma carpaccio di palamita, pesce lama e morone con zucchine. nei bicchieri pigato spumantizzato, mai assaggiato prima. e mentre la via centrale si anima per la passeggiata serale, io mi perdo in chiacchiere, risate, assaggi, serenità. Siete ad arma di taggia? concedetevi una cenetta al Playa Manola. è proprio li, a due passi dal mare.

31 luglio 2013 – sunset

Santa vittoriasali in macchina senza sapere quale sia davvero la meta, con indizi falsi e tendenziosi. una pizza che in realtà è un piatto di pesce crudo che toglie il fiato, una grigliata di carne travestita da capesante con caramello agli agretti. Scarponi da montagna che lasciano il posto a un terrazzo su cui tramontano lentamente le Langhe. Un ristorante a un’ora di strada che invece è in cima alla prima collina. Santa Vittoria, pochi chilometri da quella che ora è casa, in quel castello che riporta alla memoria ricordi d’infanzia. Cene con mamma e papà, una bimba nel cortile che guarda la torre con il naso all’insù, un’immensa scala ricoperta da un velluto rosso, proprio come nelle fiabe. Ora la scala non sembra più così grande, ma l’atmosfera resta magica. Il ristorante di Savino Mongelli, quel locale di cui si era parlato mille volte, mille “ci andiamo presto”.
E poi il cielo che si tinge di blu scuro, le prime stelle. chiacchiere, risate, occhi e mani. brindisi, pensieri. ma sopratutto sorrisi. serendipità.

30 giugno 2013 – Ristorante Baldin

triglieUn sabato di fine giugno, ancora un po’ troppo fresco. Una piazzetta nel centro di Sestri Levante, un ragazzo che ci guarda stupiti quando facciamo capolino dalla porta. Si, siamo quelli del cappon magro. Raggiungiamo lo chef nella sua scuola, e come sempre, ci accoglie con un sorriso sincero e due occhi brillanti. In un attimo, grembiuli alla mano e si parte: una vera lezione con Luca Collami, chef stellato ligure, che ci insegna a preparare il cappon magro. Una mattinata leggera, divertente, in cui chiacchieriamo, sperimentiamo, assaggiamo e impariamo. E poi, beh, poi pranziamo da lui. Nel suo Baldin mi sento subito a mio agio. Un locale semplice e curato, luminoso e piacevole. Mi hanno chiesto quale sia stato il piatto migliore, ma è davvero difficile scegliere. Dalla trilogia di gamberi e scampi crudi al confit di baccalà con sorbetto al frutto della passione e liquirizia. Dal granchio reale al couscous scottato con seppie scottate. Ma è la Liguria a sconvolgerci: base di crema al limone, pan di spagna all’olio extravergine, gelato alla liquirizia e oliva taggiasca essiccata. Una meraviglia. Un paio d’ore a chiacchierare con lui di progetti, idee e arrivederci. Ripensiamo a tutte queste delizie passeggiando per Genova, con i suoi caruggi e la sua atmosfera così unica. lasciandoci sopraffare dall’emozione in San Lorenzo. Magia. semplicemente felici di essere li. Felice di essere li con voi.

Post soundtrack: Creuza de ma, Fabrizio de Andrè

9 marzo 2013 – Dinner @ 45° 13′ 00″ Nord

ingressoÈ sabato sera. Ti siedi in macchina senza sapere quale sarebbe stata la destinazione. Sai solo che si tratta di una cena annaffiata da anni di chiacchiere silenziose. Dopo qualche deviazione inaspettata (questa tecnologia!), ecco un cartello: San Maurizio Canavese, a La Credenza. Una padella che fa da campanello, alle pareti colori caldi, opere d’arte che fanno sentire a casa. Lo chef Giovanni Grasso è un omone gentile, divertente, con cui si entra subito in sintonia, che gironzola tra i tavoli controllando che tutto sia sotto controllo e consigliando i piatti giusti. Un amuse-bouche con un pomodorino ripieno, una piccola seppia in tempura, un sandwich di cavolo. Un menù originale e tradizionale allo stesso tempo, piatti colorati in cui i sapori si amalgamano perfettamente trovando il loro equilibrio naturale. Pesce crudo, verdure di stagione, pane fatto in casa. dolce
Un dolce che è una delizia: mousse al cioccolato con un cuore di crema catalana all’arancio accompagnata da spaghetti caramellati e da una bolla di arancio sferificato. Ottimo vino. Un giro con Giovanni a visitare il piccolo giardino in cui crescono le erbe per le tisane e che in estate dev’essere una delizia, un salto nelle cantine e ovviamente una sbirciatina in cucina. Meravigliosa.
E per il resto…una serata sorridente. Bella davvero. Colma di parole, di risate sincere, di ricordi, racconti e progetti. Di passaporti. Di aceto di fichi. Di editing. Di domande, ma non troppe. Di risposte, nell’aria. Sicuramente inaspettata e imprevedibile. Ieri sera i pensieri tristi erano fuori, persi nella nebbia. Di nuovo. Grazie a te, inatteso navigatore.

Ristorante La Credenza

13 dicembre 2012 – A cena tra i banchi
serramazzoniQuesta volta si tratta di una cena particolare, in un ristorante che è anche una scuola. Un luogo che coniuga apprendimento, disciplina e relax. E siamo lontani dalle solite mete: atterraggio previsto a Serramazzoni, piccolo centro sull’Appennino emiliano, in provincia di Modena. Emilia, patria di parmigiano, aceto balsamico tradizionale, tortellini e tigelle. Meta finale del nostro viaggio nella zona è stato il Ristorante didattico della Scuola Alberghiera e di Ristorazione. La mensa della scuola, starete pensando. Eh no…un ottimo ristorante! Una saletta piccola in cui è un pianoforte a coda ad accogliere i clienti. Quell’atmosfera calda che scioglie immediatamente le tensioni e lascia presagire una serata perfetta. Il tavolo apparecchiato con estrema originalità: ogni commensale ha un sottopiatto di colore diverso, non si vede un bicchiere uguale. Scelta voluta, ovviamente, che rende il tutto leggero e conviviale. Assaggiamo un’insalata di cavolfiori con colatura di alici di menaica, pane croccante e pancetta piacentina, ma è il primo a lasciarmi esterrefatta: i passatelli, tipica preparazione emiliana che si serve in brodo, sono qui presentati su una crema di parmigiano e limone…una meraviglia. Passatelli seguiti dalla guancia di manzo brasata con zucca profumata al ginepro e puré di patate e da un dessert magnifico: crema leggera di vaniglia servita su un biscotto di pan di spagna al cioccolato e tre castagne cotte nel vin brulé.
Chiacchiere interessanti, scambi di progetti, libri di cucina da annusare e sfogliare.
Ecco, ci voleva proprio una serata così. E fuori..la prima neve.

07 novembre 2012 – Flavio al Velavevodetto

Metti una sera a Roma. Metti che qualcuno ti porti a cena e scelga un’osteria a Testaccio che ha il nome che somiglia a uno scioglilingua: Flavio al Velavevodetto. Un corridoio in pietra che collega le piccole salette, da cui poi si sale su un bellissimo terrazzino. E, forse pochi lo sanno, il ristorante poggia sul monte dei cocci, una collina in cui nei secoli scorsi si gettavano le anfore in coccio che servivano a trasportare l’olio, utilizzabili una sola volta. Nei muri di questo splendido locale si intravedono ancora quelle anfore, garantendo un vero e proprio salto nel passato. Ma torniamo a noi: il menù è intrigante, ma non posso non farmi tentare dalla pasta cacio e pepe…e non sbaglio, è buonissima. Ma non finisce qui, ci fanno assaggiare un fritto leggerissimo, e qualcuno cede a polpette al sugo (e che polpette!!) e tiramisù…una bella cena, ottima atmosfera. Una città eterna.

Flavio al Velavevodetto
http://www.flavioalvelavevodetto.it/

17 settembre 2012 – la cavallerizza

Entrare in quella che è stata la birreria in cui sono cresciuta è stato…strano. Non ci avevo ancor messo piede da quando il Macabaru non esiste più e ha lasciato posto al La Cavallerizza, un ristorante molto particolare. Sicuramente il più bello che ci sia mai stato a Vigone. Un palazzo storico in pieno centro, casa prima del mio oratorio e poi del rifugio per tante, tantissime serate. Il punto di ritrovo in cui siamo cresciuti. E ora? Nei locali dominano il nero e il bordeaux, l’atmosfera è elegante e rilassata allo stesso tempo, il servizio impeccabile. Un bicchiere di birra di Pausa Cafè per iniziare, la Duiemes aromatizzata al pepe di Rimbas, per essere precisa. Une amusebouche al tonno, pane e grissini fatti in casa. Cena originale anche per me, a base di carne argentina alla griglia. Filetto e sottofiletto. Si sa, non sono una carnivora, ma era davvero ottima. Perfino per me. Anche se credo di non aver mai mangiato tutta quella carne in tutta la mia vita! Accanto un buonissimo Vermentino di Gallura, e per concludere, una tarte tatin come poche altre.
Ci torneremo? Credo proprio di si. Una cena tranquilla, piacevole, sorridente.
Buon compleanno mammina.
http://lacavallerizza.eu/

Post soundtrack: Ovunque proteggi, Vinicio Capossela

17 agosto 2012 – barcelona

passeggiando tra le strade di Barcellona, tra i suoi palazzi colorati, le strade gotiche, gli scherzi di Gaudi. Dal cibo di strada ai ristoranti storici, dai locali popolari alle pasticcerie più chic. Tutti provati in quattro giorni indimenticabili, con un’amica indimenticabile. Scoprire la clara, birra e limonata, fare la conoscenza del polpo alla gallega e delle crocchette di granchio. La frutta colorata della Boqueria. Immancabili i churros, assaggiati una calda notte d’autunno tra le viuzze del barrio gotico.

E poi le due meravigliose cene al 4 gats, con spigola al forno e pomodorini, al suono di un pianoforte a coda; e al 7 Portes, la migliore paella di Barcellona e sicuramente la più croccante crème brulée che abbia mai mangiato, rompendo il caramello proprio come faceva Amélie Poulain. Un pranzo al volo con un bocadillo e un vino rosé frizzante in un locale nascosto, in cui si incontrano studenti, operai e impiegati in giacca e cravatta, tutti allo stesso bancone. Ma nulla in confronto al panino al jamòn gustato su quella panchina davanti alla Sagrada Familia, all’ombra di una quercia e al riparo dai turisti, sole con il fantasma di Gaudi.  O i dolcetti di Escribà sgranocchiati al Parc Guell, lassù, dove il cielo e il mare hanno lo stesso identico colore. E dov’è rimasto il tuo sorriso.

Post soundtrack: Luna di città d’agosto, Lorenzo

El quatre gats
http://4gats.com/
7 portes

http://www.7portes.com/catala/index2.php

17 luglio 2012 – a night in bologna

Metti una sera a Bologna. Una sera d’estate, non una sera qualunque. Metti che è l’ora di cena, e dopo un aperitivo leggero, si scelga un’osteria un po’ nascosta, in una viuzza tranquilla. Tavoli in legno, atmosfera rilassata, pochi piatti, ma del territorio. Assaggiamo gli affettati, e poi i tortellini scolati su una crema di piselli. Meravigliosi. Qualche scaglia di parmigiano, un semifreddo alle fragole con aceto balsamico tradizionale di Modena. Una buona bottiglia di vino. Chiacchieriamo con il proprietario, ci racconta cos’è la cotoletta alla bolognese, ecco, magari non proprio un piatto estivo, e perchè in tutti i menù si trova la zuppa inglese, pare inventata proprio qui.
Ci alziamo col sorriso. Anche Piazza Maggiore sorride.

Da Gianni
Via Clavature 18

25 giugno 2012 – une vraie galette

È vero, è vero, questo non è un vero ristorante. Nessuna candela sui tavoli, niente tovaglie lunghe, niente musica. Semplicemente una creperie, nella via centrale di Loches, piccolissimo borgo nella Loira, all’ombra del castello. Dove però ho mangiato una delle crèpe più buone che ricordi. Oups, non crèpe, ma galette. La differenza? Le galettes sono fatte con farina di grano saraceno, tipiche della tradizione bretone. E guai a chiamarle crèpes, termine con cui i bretoni indicano solo quelle dolci. Ma dicevamo: il posto perfetto in cui fermarsi dopo una giornata di visite, su e giù per le scale dei castelli, in bilico sui muretti, attraverso ponti levatoi e prati. Una piccola sala, servizio veloce, sorridente. Un mazzo di fiori di campo sul tavolo di legno. E una galette jambon-fromage accompagnata da un sidro, servito rigorosamente in un boccale di terracotta. Una mezz’ora di serenità.

Le Gwendo
31 Grande Rue, 37600 Loches, France

14 giugno 2012 – beautiful sevilla

Metti un capodanno a Siviglia. Città meravigliosa, che a fine dicembre regala temperature miti, ore trascorse al sole con un buon libro, sulla sponda del fiume. Ma dicevamo, il capodanno. Uno spettacolo di flamenco indimenticabile, seguito da una cena al Corral del Rey. Un ristorantino nascosto nel centro storico, una rosa bianca accanto al piatto. Musica soffusa, ancora qualche reminescenza del flamenco visto poco prima. Poca gente, piccole salette nascoste da corridoi, archi e scale, non sembra capodanno, in poche parole. Menù sorprendente, cicala di mare con mousse di avocado, pollo samosa con mandorle, stoccafisso, melanzane e mousse di mele. E per finire cannellone di mango e torta al cioccolato. Quel calore spagnolo, mai invadente. Quando suonano i dodici rintocchi, come da tradizione arrivano i chicchi d’uva, quelli che assicurano un anno felice, sereno. Per le strade qualche petardo, ma sono per lo più sorpresa dalla festa sobria, leggera. Lì, ai piedi della cattedrale, che assiste all’inizio di un altro anno.

Corral del Rey
Calle Corral del Rey 12
http://www.corraldelrey.com/

6 giugno 2012 – ma maison

Non posso non cominciare questa rubrica con il ristorante in cui celebro tutte le ricorrenze importanti, in cui ho trascorso la vigilia di molte partenze e il ritorno da ogni viaggio. Scoperto per caso una sera, chiuso nel cuore per sempre. Non lontano, alle porte di Torino, in una vecchia cascina. Per me qui tutto è perfetto, mi basta varcare la soglia per percepire quel senso di tranquillità, di vera pace. Poche sale, tavoli distanziati tra loro, colori pastello alle pareti, musica soffusa. Un pianoforte. Il mio tavolo. Luigi e suo fratello Pino sono gli artefici di questo paradiso, in cui nulla è lasciato al caso.
Menù che variano a seconda delle stagioni, sempre a base di pesce freschissimo, pane fatto in casa, ottimi vini. Il mio piatto preferito è il riso all’astice, che ha una delicatezza e una cremosità inaspettate. E che trovo sempre in carta, il mio piccolo vizio. E poi cedo di fronte al semifreddo al cioccolato bianco con petali di rosa glassati: indescrivibile. Un locale in cui dimenticare i problemi, godersi la compagnia e ritrovare la capacità di chiacchierare, di sorridere e di assaporare ogni istante. Ci si allontana dal tavolo a malincuore, già con un po’ di nostalgia, certi di ritornare. A breve. Il posto in cui ti porterò, one day.

La Maison Delfino
Via Lagrange 4
10024 Moncalieri
www.lamaisondelfino.it

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s