Clube de Jornalistas


clubetrovarlo è già un’impresa, questo è da dire. ma vale la pena tentare la passeggiata, inerpicarsi su per la salita e cercare una strada ovviamente non segnalata in cartina. Posso dichiarare senza paura di essere smentita che la cena al Clube de Jornalistas è stata la migliore fatta nella capitale portoghese. Appena entrati si è accolti da due vecchie macchine da scrivere Olivetti che aspettano solo di essere rimesse in funzione, circondate da giornali e riviste provenienti da ogni parte del mondo. Con un bicchiere di prosecco si percorre uno stretto corridoio che si apre su una bellissima sala dai colori accesi, riscaldati da un caminetto acceso. I menù arrivano in buste di carta, stile lettera, i piatti sono intriganti e articolati, ma senza esagerare. optiamo per un antipasto a base di moscardini in zuppetta, e poi i due must: baccalà con patate dolci e spinaci selvatici e polpo al rosmarino su purea di patate dolci (eh si, le mettono ovunque ma sono davvero buonissime). Il vino è ottimo, i camerieri disponibili e gentili e la serata scivola via leggera. Ma l’ultima sorpresa ci attende all’uscita: una borsa di tela per me e un pacchettino quadrato per il mio compagno di avventure. No, non è una saponetta, ma una scatola di buonissime sardine portoghesi. Una serata di ricordi felici.

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