bars


sbarrenon mi era ancora successo, non avevo mai varcato quella soglia prima. L’impatto è forte, pensavo di essere pronta ma forse non abbastanza. travolta da storie incredibili, fiumi di parole apparentemente incomprensibili che però nascondono drammi profondi e ancora più profonda tristezza. un gruppo di sconosciuti che poco a poco si trasformano in una famiglia, costretti a condividere quei pochi metri in cui si concentra tutta la loro vita, chissà per quanto. Una merenda a base di the e fette biscottate che diventa il principale appuntamento del pomeriggio, cinque sedie di plastica rossa adibite a salotto. passi, tanti passi in quel corridoio troppo corto, troppo stretto. un’ora e mezza, 90 minuti che cambiano per sempre il modo di guardare al mondo, agli occhi delle persone che incontri per strada e alle storie che ognuno nasconde. e dopo, quel senso di gratitudine e di leggerezza per avere la possibilità di uscire da quella porta chiusa a chiave, respirare profondamente l’aria fredda e andare in quel bar a bere una cioccolata calda. mano nella mano con te.

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