Le notti bianche


buchLo ammetto, il mio primo russo. Lo so, lo so, ho un baratro da colmare, ma ora piano piano ce la farò. Ho cominciato da Le notti bianche di Dostoevskij perchè me l’hai consigliato tu, e, come spesso accade in materie librarie, avevi ragione. Il “Romanzo sentimentale (dalle memorie di un sognatore)”, come recita il sottotitolo, è in grado di stregare sin dalla prima riga. Quattro notti trascorse su una panchina lungo il fiume a San Pietroburgo. Quattro notti lunghe due vite. Che si sfiorano, si conoscono, si toccano fino quasi a intrecciarsi. Se non che…non svelerò il finale, è davvero un bel racconto breve da leggere tutto d’un fiato. Si trema per lo stesso freddo dei protagonisti, si vedono le gote rosse e gli occhi colmi di lacrime. Si sente lo scricchiolio di un vecchio soppalco e il fastidio per quella ragnatela che pende dal soffitto. E ora che ho cominciato, i giochi si fanno seri: il prossimo è Anna Karenina.

 

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