sunset


Santa vittoriasali in macchina senza sapere quale sia davvero la meta, con indizi falsi e tendenziosi. una pizza che in realtà è un piatto di pesce crudo che toglie il fiato, una grigliata di carne travestita da capesante con caramello agli agretti. Scarponi da montagna che lasciano il posto a un terrazzo su cui tramontano lentamente le Langhe. Un ristorante a un’ora di strada che invece è in cima alla prima collina. Santa Vittoria, pochi chilometri da quella che ora è casa, in quel castello che riporta alla memoria ricordi d’infanzia. Cene con mamma e papà, una bimba nel cortile che guarda la torre con il naso all’insù, un’immensa scala ricoperta da un velluto rosso, proprio come nelle fiabe. Ora la scala non sembra più così grande, ma l’atmosfera resta magica. Il ristorante di Savino Mongelli, quel locale di cui si era parlato mille volte, mille “ci andiamo presto”.
E poi il cielo che si tinge di blu scuro, le prime stelle. chiacchiere, risate, occhi e mani. brindisi, pensieri. ma sopratutto sorrisi. serendipità.

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