abrazo


abbraccioUn abbraccio mi ha accompagnata in questa calda giornata primaverile. L’abbraccio che avrebbe sconfitto la malinconia che mi aspettava lì sul bordo del letto, quello che non ho dato a chi stava per salire su un aereo. Quelli che non ci saranno più perché ora è troppo tardi. L’abbraccio infinito prima di un addio e quello emozionate del ritorno. Quello che sta in una biscottiera. L’abbraccio in cui proteggere quel qualcuno a cui stasera hai promesso che comunque andrà tutto bene, e quello accennato oggi ma che allevierà la solitudine solo tra qualche giorno. E poi quello silenzioso di cui ora avresti un disperato bisogno. In cui semplicemente chiudere gli occhi.

Cuore nel cuore. E respiro nel respiro.
Così vicino a me, tanto da non vederti.

Oltre la tua spalla vedevo in lontananza un monte oscuro.

Ero protesa in uno slancio quasi a oltrepassarti.

 
Sentivo battere il cuore impazzito delle stelle.
Accoglievo il vento affannato, rivestito di foglie.
 

Mi aprivo alle ombre dei boschi che venivano incontro 
e ai rami che si aprivano ad abbracciare la notte.
La lontananza inspiravo in un sorso enorme.


Premevo vento, nubi e stelle al mio petto.

E nel cerchio stretto di un abbraccio
 ho rinchiuso l’infinito intero del mondo.
B. Dimitrova

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