rome, just rome


Erano i piedi a decidere dove andare. Io non avevo potere alcuno. Occhi in sù e mani in tasca. Il modo migliore per riscoprire una delle città che più amo. Due giorni per me, per passeggiare fino ad avere male ai muscoli, per pensare, sorridere, osservare, lasciar scorrere qualche lacrima, rivedere, ritrovare ricordi che mi aspettavano proprio lì, dove li avevo lasciati anni fa. Come la chiesa di San Marcello in cui sono entrata per caso con la mia mamma. O l’immagine dell’albero di Natale in Piazza Venezia. E Piazza Navona, che ogni volta mi fa pensare al mio papà. Ma anche scoprire scorci nuovi, la mia ombra in giro di notte, seduta a osservare i turisti, ad ascoltare le battute dei tassisti. I musei vaticani. Trovarsi d’incanto davanti alla Scuola di Atene, o nella Cappella Sistina. Emozione pura. L’eleganza del Quirinale, la sincerità delle osterie, le tradizioni nascoste nel monte dei cocci. Roma è magia, storia, incanto. Sogno. Certo, è anche traffico, fatica, pericolo ogni volta che si cerca di attraversare una strada. Ma la adoro. E vorrei tornarci prima di natale. Con voi.

Post soundtrack: Vacanze romane, Matia Bazar

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