bella ciao


Chissà se l’8 settembre ’43 il cielo era dello stesso blu. La resistenza partigiana sulle mie montagne. Questo si celebrava oggi al Bagnou, mille curve sopra Angrogna. I partigiani di allora sono ancora li, al collo i candidi foulard verdi delle G.L. indossati con orgoglio, la bandiera italiana sventolata e poi riposta con cura nella custodia. L’inno di Mameli precede bella ciao, simboli della stessa libertà. Gli anni ci sono, eccome, ma i messaggi sono attuali. Lottare per la libertà, per i giovani, perchè ritrovino gli ideali che loro hanno difeso. Perché ritroviamo la strada. Emozione, tanta. Un minuto di silenzio per i caduti, interrotto solo dai rumori della montagna. La voce del mio zietto che si incrina mentre legge un brano del suo migliore amico, partito qualche anno fa, mentre con gli occhi cerca me e la mia mamma. La sua famiglia. Perché per questo siamo li. Per loro. Noi, e tutti gli altri che quella guerra non l’hanno vissuta veramente. Ma che chiedono di farlo ogni giorno ascoltando le loro storie, registrandole nel cuore, scrivendone sui giornali. Perchè dobbiamo imparare dalla loro grinta. Perché se uomini e donne di quasi 90 anni continuano a salire in montagna per celebrare l’8 settembre, allora abbiamo tutti il dovere di impegnarci per ricordare. E lottare per i nostri sogni. Continuare a lottare per loro.

Post soundtrack: Bella ciao, Modena City Ramblers

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