photographe


«Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio, il cuore. È un modo di vivere» – Henri Cartier-Bresson
Photographe. Questo il titolo della mostra dedicata all’occhio del secolo, Henri Cartier-Bresson. Si, i tre nomi sono per la stessa persona, se qualcuno se lo stesse chiedendo. Più di 130 meravigliose immagini in bianco e nero protette dal soffitto affrescato di Palazzo Reale, a Torino. Viaggiamo intorno al mondo con lui, in un percorso dai primi anni ’30 alla fine degli anni ’70. Osserviamo attoniti le immagini del campo di concentramento di Dessau, attraversiamo la Cina alla fine del Kuotmintang, partecipiamo al funerale di Gandhi in India, ci chiediamo cosa ci sia dietro al sorriso di questi bambini di Siviglia. Stupiti di fronte alla sua capacità di fermare gli attimi, le ombre, i sorrisi, i riflessi. Gli occhi. Tutto in uno scatto. Attento. Preciso. Sempre, semplicemente unico.Un’esposizione da vedere. Un pomeriggio sorridente. Perfetto.  Mancava solo una cosa.

Post soundtrack: Never let me go, Florence & the machines

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