la forchetta spuntata – Gino lo zucchino e Ivana la melanzana…storie di un balconorto


Metti una poco più che trentenne con il pallino per la cucina, il biologico, la stagionalità dei prodotti, che sente il richiamo della primavera fremere tutto intorno a lei: alberi, fiori, piante, farfalle, insetti che ricordano ogni istante che il sole presto ricomincerà a scaldare e la natura esploderà in tutti i suoi colori e profumi.
Cosa si fa? Come si resiste al richiamo della terra? Non si può! Si fa l’orto!! Ops…la poco più che trentenne non possiede terreno, nemmeno un cortile, un fazzoletto d’erba…però però però… possiede un balcone…e sia….balconorto!
Un giro veloce dal vivaista di fiducia e in pochi istanti la macchina si riempie di vasi, terra, canne, piantine, nutrienti…via verso casa e al ritorno del “coinquilino” la rivoluzione è iniziata. Due ore e i pochi metri fuori dalle nostre finestre sono un mondo nuovo. Come tanti soldatini, le canne per le piante di pomodori si schierano ordinate dai vetri della cucina. Nel mezzo, un vaso di morbida terra per accogliere i semi dell’insalata e una timida pianta di zucchino in cui si ripongono grandi speranze. A dare il benvenuto all’ingresso “dell’orto”, due piantine di melanzane dalle foglie scure e pelose. A tener compagnia a tutte queste nuove protagoniste, qualche vecchia conoscenza: rosmarino, basilico, menta, timo, origano e lavanda. Nessuna presunzione e tanta voglia di imparare tutti i segreti di quello che, nel mio piccolo, si trasformerà in pochi giorni nella fonte di grandissime soddisfazioni e piccole preoccupazioni. Impagabile emozione svegliarsi la mattina e vedere attraverso la finestra della camera una fragilissima corolla gialla darti il buongiorno.
Il primo pomodoro, il primo zucchino, il primo timido tappeto d’insalata, il primo fiore viola di melanzana…il primo piccolo, odiatissimo, “sei zampe” verde…NO! I pidocchi no! E’ una chiara provocazione a tutte le mie migliori intenzioni e quindi dichiaro guerra…biologica.
Ricognizione internettiana per valutare le possibilità e le opinioni e poi: azione.
Tentativo numero uno: spruzzi di acqua e aceto sulle foglie. Risultato: foglie rovinate e afidi felici di poter condire le foglie che si stanno allegramente divorando.
Tentativo numero due: spruzzi di acqua e tabacco lasciato in infusione un paio di giorni. Risultato: con un paio di cartine e dei fiammiferi avrei reso completa la felicità delle bestiacce. Come si dice “quando il gioco si fa duro…” e allora che venga in soccorso la più potente delle piante insetticide: estratto di albero di Neem, qualche goccia di aceto, acqua e…nuova battaglia. Il risultato questa volta? Gino lo zucchino e Ivana la melanzana riposano tranquilli tra due guanciali di sanissime verdi foglie.

La guerriera del balconorto veglia su di loro…in attesa del pinzimonio estivo!

La vostra forchetta spuntata

3 thoughts on “la forchetta spuntata – Gino lo zucchino e Ivana la melanzana…storie di un balconorto

  1. leggendo questo pezzo ho come avuto l’impressione di vederti alle prese con le tue pientine e i tuoi attrezzi verdi mentre cerchi di estirpare erbacce e debellare i pidocchi…e sono contenta di sapere che il 1 round l’hai vinto tu…allora a quando la tua prima ratatouille???

    • Prestissimo…siamo in attesa dei primi…due (e dico due) pomodorini! se andiamo avanti così quest’anno faccio la conserva!

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