el cuaderno de maya


Premessa: adoro Isabel Allende. Ho letto tutti i suoi libri, sognato con la casa degli spiriti, sospirato con D’amore e ombra, pianto con Paula. Trovato il mio animale totemico con la sua ultima trilogia fantastica. Ma Il quaderno di Maya..non so, mi ha lasciata in sospeso. Forse non era il periodo giusto, ogni libro ha un suo momento e la sua collocazione, in fondo. Ma non sono riuscita ad affezionarmi alla protagonista come di solito mi succede. Avete ragione, devo almeno riassumere un minimo la trama. Dunque, vediamo: il libro salta avanti e indietro, svelando i retroscena poco a poco, il che rende la lettura intrigante, devo ammettere. Maya è una ragazzina che sbarca sull’isola sperduta di Chiloe, in Cile, spedita li in totale anonimato dalla nonna. Cosa c’è dietro? Anni difficili dopo la morte dell’adorato nonno, in cui la piccola Maya si perde nel mondo della droga, della povertà, dei delinquenti. Gli stessi che ora le danno la caccia per recuperare soldi di loschissima provenienza. Su quest’isoletta ritrova sé stessa, scopre segreti legati al passato della sua famiglia, si innamora, capisce il valore dei sentimenti, quelli veri. Una bella storia. Ma non avvolgente.
Ecco, se non avete letto nulla di Isabel Allende, magari non cominciate da questo. Ma se avete letto gli altri, allora ditemi che ne pensate.

Post Soundtrack: Dona Cila, Maria Gadù

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