la forchetta spuntata – Hobz biz­-zejt, lo svela vocazioni


Quando si capisce cosa si vuole veramente fare nella vita? C’è un momento in cui il percorso é ancora tutto da scoprire ma la meta é chiara e definita? E ci si può rendere realmente conto che quel momento c’è stato solo anni dopo, quando parte della strada é già stata percorsa e guardacaso ti ritrovi proprio sul cammino che sapevi di volere ma che non eri ancora riuscito a mettere a fuoco?

Tra me e la gastronomia non é stato amore a prima vista, ma ripensandoci ora, dopo anni di lavoro in questo campo e altrettanti di passione crescente per il settore, posso definire con precisione qual’è stato l’istante preciso in cui l’interesse per la cucina ha cominciato a fiorire in me. «Come si chiama hai detto?» – tutti i giorni, seduti al tavolino del bar maltese che ci ospitava per la pausa pranzo nella capitale La Valletta, davanti al piatto, facevo sempre la stessa domanda. Non riuscivo a memorizzare quel buffo nome: hobz biz–zejt. Era il mio nuovo amore, compagnia di quasi tutti i pranzi: una soffice tasca di pane bianco con una crosta croccante, bagnato d’olio e riempito di tonno, pomodori e insalata. Un panino come tanti ,vien da dire. E invece no, il segreto stava negli ingredienti, tutti freschi di giornata, o di orto, o appena sfornati dal panettiere all’angolo. Dopo poco giorni la curiosità cominciò a farsi strada e le domande ad emergere, bombardando qualunque isolano mi capitasse a tiro: ma cosa vi cucinano le vostre nonne? Qual’e il piatto tipico dell’isola? Cosa si mangia qui la domenica? Improvvisamente volevo sapere tutto della cucina, delle tradizioni gastronomiche di Malta, delle loro incredibili commistioni, dovute a secoli di dominazioni di popoli e culture molto diverse tra loro, dagli arabi agli inglesi. Ovviamente una terra così ricca e fiera non poteva non accontentarmi e, complice un amico appassionato, cominciai a scoprire i mille volti gastronomici dell’isola. Frutta dolce e succosa tutto l’anno, pesce appena pescato, verdure forti di vento e mature di sole…i meloni così bianchi e succosi, i pomodori maturi, le pesche sempre dolci, le fragole enormi e…si, l’acqua del rubinetto leggermente salata, dato che non ci sono desalinizzatori sull’isola, già pronta per cuocere la pasta ma orribile per preparare il the! In realtà avrei dovuto capire subito che la terra in cui ero arrivata aveva un che di speciale: e precisamente fin dal secondo giorno nella mia nuova casa nel quartiere di Sliema, quando alle otto in punto il barista dall’altro lato della strada mi avvisava che la colazione era pronta: un caffè da far invidia ai napoletani, i dolci al miele sfornati poco prima dalla moglie, spremuta fresca e un sorriso enorme sulla faccia.
E quindi, ripenso ora con un sorriso, dove altro avrebbe potuto nascere la mia passione se non su questa perla nel cuore del Mediterraneo?

La vostra forchetta spuntata

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