la forchetta spuntata – it’s labneh time


Da oggi ospitiamo la rubrica di un’amica, una sorella, viaggiatrice come me, curiosa, ottima cuoca, che ama sperimentare e scoprire sapori di culture diverse, immergere le mani nei sacchi di fagioli come faceva Amélie, annusare le spezie e fare in casa i limoni confits. Ci proporrà viaggi fatti di profumi lontani, cibi poco conosciuti e tradizioni a cui appassionarsi….
..buon viaggio…e buon appetito! come si chiama? non si può dire, ma si firmerà la forchetta spuntata…accoglietela con entusiasmo!

Un amico libanese dice che nel suo Paese una casa non può dirsi tale se in frigo non c’è del labneh. “È come il parmigiano per voi italiani, è buono con ogni cosa e risolve tutte le situazioni!”. In effetti questo immacolato cibo é quanto di più simile a un comfort-food, nonostante non sia una nuova moda, ma una radicata tradizione in tutto il Medio Oriente. Incredibilmente facile da preparare, é altrettanto semplice da gustare, in mille varianti diverse. Molte le declinazioni del suo nome, tante quanti sono i Paesi che ospitano questo piatto nella loro cucina, e innumerevoli i modi per prepararlo. La più semplice é quella di prendere dello yogurt intero di buona qualità, versarlo in un capiente colino rivestito da un paio di strati di garza e aggiungere qualche presa di sale (2 ogni 500 gr circa). Lasciate il colino in frigo, su di un recipiente che lo tenga sospeso e lasci colare il siero per una notte ed ecco pronto il vostro labneh! Naturalmente si può lasciare anche più a lungo, fino a 48 ore, e col trascorrere del tempo acquisterà consistenza, ma perderà  in cremosità.
Spalmato sul pane, con un filo di olio extravergine, a cucchiaiate con una manciata di semi di sesamo, mescolato con un po’ di tahina per dargli un tocco deciso…accompagnato alle verdure grigliate con spolverate di menta fresca, insieme a pomodorini secchi e olive per uno strepitoso sugo per la pasta…si potrebbe continuare all’infinito a inventare ricette che lo accompagnano o lo vedono protagonista. Dall’antipasto, mezzeh nei Paesi arabi dove tanto é amato, a piatto unico insieme a fragrante pane casereccio, fino a diventare dolce, mescolato a miele e cannella. Le caratteristiche che lo rendono unico e diverso da ogni altro formaggio fresco sono la densità, setosa, e la nota acidula di fondo che solo lo yogurt sa dare. Volete sentirvi davvero “orientali”? Lasciatelo sgocciolare fino a quando sarà compatto e sodo e fatene delle piccole palline che vi divertirete a rotolare nelle vostre spezie preferite: pepe nero, peperoncino, erbe provenzali, semi di papavero, di sesamo o di cumino…e poi riempite delicatamente dei barattoli di vetro che colmerete d’olio. Non solo farete un figurone alla prossima cena con gli amici, ma avrete sempre nel vostro frigo una specialità deliziosa da gustare in ogni momento. Proprio come in ogni vera casa libanese.
Quindi ora non mi resta che augurarvi… bil-hanā’ wa ash-shifā’!
Voi lo conoscete? Lo preparate? Come lo preferite?
Alla prossima!

La vostra forchetta spuntata

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