piacere, Masca..


«Saranno state le Masche!»..quante volte l’abbiamo sentito da nonni, zii, dai nostri genitori. La loro tradizione è antica, ci riporta a un mondo scomparso, un mondo di tradizioni, in cui ci si ritrovava la sera nelle stalle per raccontare le storie ai più piccoli, accucciati sulla paglia mentre le donne cucivano e gli uomini di casa riparavano gli attrezzi, accompagnati da canzoni e danze popolari. Potete ancora sentirli, quando vi avvicinate alle vecchie cascine abbandonate delle nostre campagne..
Ma quindi, che c’entrano le Masche in tutto ciò? Beh, erano loro le vere protagoniste delle veglie e delle storie più affascinanti…
Etimologicamente, pare la parola Masca derivi dall’arabo mascara, che indicava un buffone o dal latino marsicus, mago. In ogni caso il termine fa riferimento a qualcosa che semplicemente non è come sembra.

Piacere, Masca
Ma quindi chi erano le Masche?
Di solito si identificano con una donna che viveva sola,  in una vecchia casa un po’ cadente, spesso ai margini del paese, e ovviamente non vista di buon occhio dagli abitanti perché in grado di esercitare un qualche tipo di magia. È ovviamente impossibile imprigionare una Masca, che si trasforma in animali e altri esseri fantastici. Simbolo della sua magia è il mestolo, il gomitolo o la scopa..Ma attenzione, in Piemonte non mancano le storie dei “masconi”, uomini, spesso preti, anch’essi in grado di fare le magie più disparate.
La loro importanza nelle tradizioni popolari è ancora testimoniata dalle innumerevoli manifestazioni e feste di paese dedicate alle Masche. Per citarne una sola, non dimentichiamoci che la Zizzola, strana costruzione di Bra che ospita una storia di fantasmi musicali, è da sempre ritrovo di Masche…
Nella tradizione piemontese le Masche hanno un altro aspetto molto affascinante, che non ha niente a che fare con le streghe: sono una manifestazione di fenomeni, diremmo oggi, paranormali. Infatti a volte agiscono come folletti dispettosi, fanno scherzi, compaiono e scompaiono. I rumori inspiegabili, le presenze, le percezioni extrasensoriali, nei racconti tramandati in Piemonte, sono attribuiti alle Masche. Quando qualcuno dice che ha visto le Masche non parla di streghe d’altri tempi, ma di un qualcosa di strano e inspiegabile che probabilmente lo ha anche spaventato a morte o quanto meno l’ha lasciato sconcertato.

Masche famose
Moltissime sono le storie di Masche: alcune piuttosto famose, altre nascoste nella memoria. Non si può non ricordare la più conosciuta Masca del Roero, la Masca Micilina, una donna accusata di stregoneria e bruciata sul rogo nel 1544. Micilina, al secolo Micaela Angiolina Damasius, era una donna mal maritata: il marito la picchiava e lei temeva le sue ire. Un giorno, tornando dai campi preoccupata delle sue reazioni, incontrò un elegante signore che le promise che non si sarebbe mai più dovuta preoccupare del coniuge. Micilina a casa lo trovò morto: da qui la fama di Masca, pericolosa e cattiva, che la condusse al rogo. Ancora oggi a Pocapaglia si possono vedere le Rocche, il luogo dove venne bruciata.
E cosa dire della vicenda della Regina Giovanna? Giovanna d’Angiò, provenendo dal Regno di Napoli, si stabilì nei pressi di Boves. A causa della sua fama di strega, non era particolarmente amata dalla popolazione, che voelve quindi liberarsene. Lei, per accontentarli, chiese che le fosse consegnato un paio di scarpe dai ciabattini del paese, ma nessun paio confezionato, per bellissimo che fosse, le andava bene. Alla fine i ciabattini si misero d’accordo con una serva che cosparse di farina il pavimento ai piedi del letto di Giovanna e così poterono avere le impronte dei piedi della Regina: Giovanna aveva i piedi di gallina! Così i ciabattini poterono farle le scarpe giuste e lei se ne dovette andare.
E la storia del “ballo delle streghe? Un giovane gobbo si ritrovò per caso ad assistere ad un ballo di Masche. Queste ballavano e cantavano, ma nella canzone non riuscivano a ricordare il nome di un giorno della settimana. Il giovane alla fine glielo disse e le Masche, invece di fargli del male, lo ringraziarono e per regalo gli tolsero la gobba. Al suo ritorno a casa, il fratello, gobbo pure lui, volle sapere cos’era successo e, saputolo, volle tentare la stessa sorte: il suo intervento al ballo però non fu gradito e le Masche lo rimandarono indietro rifilandogli, oltre alla sua, anche la gobba del fratello!

..comunque sia, fate attenzione..«A ‘je le Masche!!», come diceva mia nonna….danzano sfuggenti e misteriose sulle colline del Monferrato e delle Langhe, nelle valli alpine e sui laghi piemontesi, a ricordare che non tutto è come sembra e che il Piemonte conserva un antico e straordinario cuore…

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