benvenuti nel giardino del diavolo


Il libro inizia con una frase de L’amante di Marguerite Dumas: «Troppo tempo, troppo tardi, avevo perso il gusto del piacere personale». Così Stewart Lee Allen dà inizio al suo Nel giardino del diavolo. Storia lussuriosa dei cibi proibiti. Un capitolo per ogni peccato capitale, a cui si aggiunge l’ottavo vizio, che analizza l’influenza dei cibi sulla nostra vita quotidiana e sui nostri pregiudizi. Un menù specifico dedicato ai singoli peccati, con tanto di ricette. Un libro originale, che ci porta per mano a spasso per la storia, incontrando personaggi di ogni genere, dai monaci del Monte Athos alle amanti di Luigi XV. Scopriamo cos’ha mangiato Mitterand durante la sua ultima vera cena, quali poteri erano attribuiti al cioccolato, quale significato ha l’iconografia di una dea indù. Scappiamo poi in Egitto ad assaggiare il pane degli angeli e fermarci in cucina a preparare i datteri del sultano.

Uno scritto originale, un po’ freddo e scattante a volte, forse dove il rispetto per i dati potrebbe lasciare spazio a un maggiore sentimento. Ma sicuramente un viaggio unico tra amore per il cibo, gusto della scoperta e tradizioni nascoste. Da leggere.

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