Due passi nella mia Bruxelles


Una passeggiata per le strade della mia Bruxelles. Si, perché in fondo è ancora un po’ mia, è stata “casa” per sei anni. Vero, Bruxelles non è Roma, non è Parigi, non è Vienna. Non ci si innamora della capitale europea a prima vista. È una città schiva, gelosa dei suoi tesori, e per questo si fa scoprire poco alla volta, lasciando però senza fiato. Vediamo, però, da dove possiamo cominciare? Ovviamente eviteremo i posti canonici e turistici, quelli li visiterete per conto vostro, una guida sotto il braccio e gli occhi all’insù.
Direi di iniziare la nostra passeggiata da Ixelles, con un caffè al Belga, locale storico nella sede della vecchia radio, dove si danno appuntamento i veri belgi, che, come scoprirete passeggiando, non sono poi così numerosi. Dicevo, di questo..come chiamarlo? Bar? Pub? Ristorante? È difficile da identificare, con i suoi tavoli in legno, centinaia di lampadine al soffitto. Posto ideale per un buon libro, per l’aperitivo del venerdì, per ballare il sabato e leggere il giornale la domenica mattina, con un caldo lait russe. Sempre aperto, sempre sorridente, un vero rifugio. E la cornice che lo circonda…beh..due laghi dove passeggiare, osservare uccelli, pattinare sul ghiaccio e organizzare piques-niques in estate osservando le meravigliose case art nouveau che li circondano. Quanti ricordi. Ho trascorso qui la mia prima serata brussellese. Quando ancora non sapevo sarei rimasta così tanto. Quindi, assolutamente, questa è la tappa numero 1.

Risalendo verso il centro, non posso non farvi ammirare Sablon, con les Places du Grand et Petit Sablon. Due gioiellini su cui si affacciano negozi alla moda e due fra i migliori cioccolatai: Wittamer e Marcolini. Volete fare un salto dentro? Va beh..come resistere alle loro vetrine, in effetti??? Ma non eravamo a Sablon solo per mangiare! La piazza è dominata da una bellissima chiesa, che emana semplicemente un senso di pace. Entrate. Anche se non credete, entrate. Sedetevi in silenzio anche solo cinque minuti. E mi direte. Scendendo su Rue de la Régence, passando davanti alla sinagoga, al museo di belle arti e al museo Magritte con le sue nuvole alle finestre, si arriva al Museo di strumenti musicali (MIM), un meraviglioso edificio liberty un tempo parte del complesso dei negozi Old England. Perché particolare? Perchè basta entrare, mettere le cuffie e lasciarsi trasportare nel magico mondo dei 1200 strumenti per viaggiare in ogni angolo del mondo. Anch’io ero restia la prima volta, ma ne vale la pena. E poi è d’obbligo salire in terrazza e godere di un panorama magico, sui tetti della città, un po’ come gli aristogatti.. L’angolo in cui si trova il MIM è in realtà uno dei miei preferiti, soprattutto al tramonto, quando il cielo si tinge di rosa e illumina la guglia della Grand Place. Seduti lì con la canzone giusta nell’Ipod. Provatelo, funziona.
Ma a parte le cose da vedere, la domanda è: quando andare a Bruxelles? Mmmhhh…beh, si, in effetti il tempo di solito non accompagna, ma ciò nonostante è una città che non si ferma mai, sfidando le intemperie con i mille eventi che la caratterizzano. Cercherò di selezionarne alcuni..sarà dura, però!

A giugno non si può perdere né il festival del jazz, né Matonge en couleur, la festa del quartiere nero di Bruxelles: cibo di strada, musica, bancarelle, un vero salto in Congo. Lo adoro. Ogni due anni a ferragosto la Grand Place si trasforma in un meraviglioso tappeto floreale, coronato da un sottofondo musicale e giochi d’acqua. Uno spettacolo. E a ottobre la notte bianca, che si conclude con una mega tavolata per la colazione nelle Galeries du Roi et de la Reine, in centro, dove vengono serviti croissants e caffè…per augurarvi un perfetto buongiorno….

Devo fermarmi, anche se avrei ancora decine di posti da consigliare, magari la prossima volta. Queste sono solo alcuni scorci..ma sono certa che voi ne avrete altri….n’est pas?

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