a cup of tea?


Il the rivendica a pieno titolo il privilegio di essere una delle bevande più antiche e consumate sulla terra, seconda solo all’acqua con cui si prepara e vanta una storia che si fa risalire a 5.000 anni fa anche se le sue origini sono avvolte nel mistero.

..leggende
Secondo la leggenda cinese, l’imperatore Chen Nung, detto il Divino Mietitore per l’impulso da lui dato all’agricoltura, era così fiscale per il rispetto dell’igiene che non beveva altro che acqua bollita e aveva ordinato ai propri sudditi di attenersi allo stesso precetto.
Un giorno, nell’anno 2737 a.C., mentre l’imperatore era seduto a riposare all’ombra di un albero di the selvatico, una leggera brezza fece cadere alcune foglie di the all’interno dell’acqua messa a bollire ed essa aveva assunto un invitante color oro. La curiosità prevalse e il grande imperatore assaggiò per la prima volta la deliziosa bevanda chiamata poi the. Dopo averla bevuta si sentì preso da un benessere indicibile e volle conoscere meglio l’albero che aveva prodotto quella foglia meravigliosa e benefica, favorendone così l’uso e la coltivazione. Ecco nascere l’uso del The.
Per gli Indiani invece a scoprire il the fu Bodhidarma figlio del re delle Indie Kosjuwo. Sotto il regno dell’Imperatore Xuanwudi, questo venerabile principe venne in Cina per raggiungere il regno Wei del Nord. Predicò il buddismo e raccomandò la meditazione, la cultura dello spirito e il superamento di tutte le illusioni materiali per la salute dell’anima.
Bodhidarma aveva fatto voto di non dormire durante i sette anni della sua meditazione, ma dopo i primi cinque anni fu assalito dal torpore e dalla sonnolenza e quasi istintivamente raccolse delle foglie da un cespuglio vicino e masticandole recuperò le forze e riuscì a concentrarsi di nuovo. Ovviamente si trattava di the.

..e storia
Il the fu conosciuto dai Portoghesi, che nel XVI secolo esplorarono il Giappone, e di qui fu importato in Europa dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Qui ebbe un immediato successo: divenne dapprima popolare in Francia e in Olanda, poi ebbe diffusione anche in Gran Bretagna. Alexandre Dumas padre disse che fu nel 1666, sotto il regno di Louis XIV che il the, dopo una opposizione non meno viva di quella sostenuta nei confronti del caffé, s’introdusse in Francia.
In seguito entrò nelle consolidate tradizioni inglesi. I ricchi e gli aristocratici lo sorseggiavano da porcellane cinesi e in tazze piuttosto piccole, mentre gli altri ricorrevano alle mug, tazza in ceramica comune, più capiente e senza sottotazza. Il consumo in Gran Bretagna è cresciuto moltissimo tanto che si può parlare del the come bevanda nazionale inglese, consumata varie volte al giorno e in miscele di diverse qualità, più forte al mattino detta English Breakfast e più leggera al pomeriggio (Traditional Afternoon). Le più famose ed antiche marche che importano e producono le miscele (blend) sono la Twinings e la Fortnum and Mason’s, entrambe con sede a Londra.

Five o’clock
Non possiamo non accennare alla famosa tradizione del five o’clock tea…pare che quest’usanza si diffuse a partire dal 1860 circa, quando il the delle cinque divenne un vero e proprio rito.
Il the divenne ben presto un’abitudine consolidata per tutte le classi sociali, e serviva a spezzare il pomeriggio tra il pranzo delle 14 e la cena delle 20. Veniva infatti servito con piccoli Panini imburrati, marmellata, sardine e carne in scatola, a seconda delle possibilità, ed era servito dalla padrona di casa o dal magiordomo.
Nelle classi alte, tuttavia, l’ora del the era un vero e proprio vento sociale, a cui si partecipava solo se invitati. Occasione perfetta per scambiare gossip, pianificare le serate e conoscere nuove persone. Ma attenzione, la padrona di casa doveva essere molto attenta per quanto riguarda questo ultimo punto: poteva presentare una donna a un uomo solo se entrambi erano d’accordo. Non poteva rischiare che il gentiluomo non fosse la sua “cup of tea”!. Di solito gli ospiti arrivavano tra le 16.15 e le 17.30, e spesso le donne più ambite si fermavano solo un quarto d’ora, attese per un altro the chissà dove.
E attenzione a non confondere l’aftenoon tea con l’high tea. Cosa cambia? Moltissimo! Il the del pomeriggio era servito prima della cena ed era considerato uno snack, mentre l’High tea verso le 18, ed era un vero e proprio pasto. Chiamato anche “meat tea” proprio per la presenza di carne nelle portate,  era comunque spesso accompagnato anche da caffé e vini. Ultima curosità: il the per i bambini: era servito verso le 16 nella loro stanza, e consisteva nella loro cena, visto che non era ammesso cenassero con gli adulti….

Ovviamente tutti sappiamo che ci sono moltissimi the a disposizione, da quello verde a quello nero, da quello rosso a quello bianco. Un posto che permette di assaporarli, annusarli e scoprirne la storia è il Palais des Thés, in realtà una catena di negozi presente in molti Paesi europei.

E per saperne di più, questo è il loro blog, Discovering Tea.

e ora….enjoy and relax with a great cup of tea…e per abbinare un dolcetto…..cercate qui!

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